Hiroshima Nagasaki it

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per non dimenticare
Hiroshima Nagasaki

Hiroshima e Nagasaki 1945 – Pioggia Nera, Articolo 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: “Diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona”

Al centro dell’installazione si trova un richiamo alla perfetta armonia spaziale dell’uovo nella pala d’altare “Pala di Brera” del pittore Piero della Francesca (1420-1492) e alla caotica ascesa dei blocchi di ghiaccio nel dipinto “Speranza fallita” di Caspar David Friedrich (1774-1840).

Tutte le persone che popolano i gradini, le doghe e le assi dell’installazione “Hiroshima e Nagasaki – La pioggia nera” non sono state bruciate da me; non me lo sono permesso. Altri lo fecero nel 1945. Le mie persone non sono bruciate, carbonizzate, ma incise, morse, consumate dal fuoco, dalle fiamme del mio dolore, della mia dannazione, della mia sofferenza. Le date e i nomi delle città, scritti in giapponese e in altre lingue, non sono incisi con il fuoco, ma bruciati dal fuoco del mio risentimento. Chiunque veda, senta e accetti questa immensa differenza tra il mio bruciare e il mio plasmare con il fuoco, forse potrà comprendere, abbracciare e persino apprezzare questo esodo. Per me era importante creare quest’opera, come risposta alla violenza che ancora ci circonda e… per non dimenticare.